giovedì 6 dicembre 2007

Il debito pubblico 1°parte - signoraggio

Quasi ogni giorno sentiamo parlare del debito pubblico.
Sui giornali, dalle televisioni i nostri politicanti nonchè vari - esperti o presunti tali - economisti, ancor più il Governatore della Banca d'Italia e ancor più di lui la Banca Centrale Europea, ci ammoniscono sulla necessità di contenere tale debito entro certi parametri (minacciando sanzioni tralaltro previste dal T. di Maastricht) .
Ma se ci pensiamo bene ancor prima della nascita della comunità europea (oggi Unione Europea), ossia del 1992, anno in cui fu istituito il Trattato di Maastricht l'argomento debito pubblico era all'ordine del giorno, ed ha influenzato la politica dell' Italia - e di conseguenza la vita e la crescita della società italiana - praticamente dal dopoguerra ad oggi.
Ma cos'è effettivamente il debito pubblico? Perchè esiste da sempre? E'possibile che gli Stati più ricchi del mondo come USA, Inghilterra, Brasile, Giappone, Francia, Germania, Italia etc. abbiano debiti pubblici enormi e in costante aumento?
Il debito pubblico è l'insieme dei debiti dello Stato e delle varie pubbliche Amministrazioni.
Ma perchè l'Italia ( ma quasi tutti i paesi del mondo!) dovrebbe avere un debito? Perchè quando gli incassi ( sotto forma di tributi, sanzioni e vendita di beni pubblici) non coprono le spese ( stipendi, pensioni, investimenti, guerre etc.) si ha un disavanzo o deficit di bilancio ( surplus di spese). E questo specie in un 'ottica imprenditoriale sembra del tutto logico.
Paradossale è però tutto il meccanismo che ne consegue.
Difatti lo Stato per coprire questo passivo, contrae un debito con la Banca Centrale Europea (mentre prima del T. di Maastricht, lo contraeva con la Banca d'Italia - anche se vedremo che possedendo la Banca d'Italia una quota della BCE alla fine è la stessa cosa).
Concretamente lo Stato emette titoli di Stato e li cede alla Banca Centrale ( attraverso l'intermediazione formale di società finanziarie), la quale anticipa allo Stato fino all'85% del loro valore ( in termini finanziari gieli sconta). Poi la Banca Centrale li vende all'asta o li conserva nel proprio patrimonio. Durante la vita di questi titoli, lo Stato dovrà pagare su di essi l'interesse ai rispettivi proprietari, e quando scadranno lo Stato dovrà pagare il valore a chi sarà il titolare in quel momento. Per pagare il capitale e interessi su questi titoli, lo Stato dovrà imporre ulteriori tasse o contrarre nuovi debiti o vendere beni pubblici.
Lo Stato può anche coprire il deficit di bilancio ottenendo prestiti dalla Banca centrale, dalle banche commerciali o dai risparmiatori (ma tale strada è stata intrapresa raramente).
Per lo più sino ad oggi, lo Stato italiano ha coperto i deficit di bilancio contraendo nuovi debiti, e aumentando il complessivo debito pubblico anno per anno.
E' successo che anno dopo anno, per decenni, il deficit di bilancio si aggiungeva al debito pubblico dell'anno precedente, perchè per coprire il deficit si contraeva nuovo debito pubblico.
Siamo riusciti così ad accumulare un debito pubblico di olre il 105% del pil (del prodotto interno lordo) e i patti di convergenza che abbiamo accettato entrando nell'euro ci impongono di destinare ogni anno il 16% circa delle entrate al risanamento di questo debito.
é ovvio che sempre meno soldi ci sono per rilanciare l'economia, per gli investimenti, per ridurre la pressione fiscale, per i servizi sociali, le pensioni, insomma per una politica di sviluppo....... lentamente ma costantemente si peggiora sempre di più.
un processo simile anche se di dimensioni inferiori ( ma non di troppo), si può fare per tutti e paesi europei e non. Ma il dubbio che qualcosa non funziona in tutto questo comincia a crescere, e allora finalmente ci giunge l'illuminazione: ma perchè lo Stato ( tutti gli Stati) invece di indebitarsi con le banche, non si stampano da soli i soldi di carta (cartamonete) ? Perchè stiamo vendendo il nostro futuro alle banche quando potremmo in un colpo solo azzerare ogni debito e risollevare l'economia? Chi ha deciso questo Sistema perverso? Quando è nato? Cosa si può fare?


Questo 1° post è dedicato all'argomento principe del signoraggio, ed è solo il primo di una - spero - lunga serie che cercherà di far luce su questo fenomeno e su tutto ciò che ne consegue.

mercoledì 5 dicembre 2007

Metodologia del blog

Salve a tutti,
inaugurando questo blog, volevo fare una premessa sulla metodologia che cercherò di seguire nel portarlo avanti, settimana dopo settimana. Esploreremo diverse tematiche, secondo l'impostazione classica di molti siti che frequento, come ad. es. disinformazione.it, tematiche che saranno raggruppate in un Archivio che si accrescerà giorno dopo giorno, e che permetterà di consultare con facilità tutti gli argomenti. Affronteremo insieme un pò di tutto, ci interesseremo non solo dell'Italia ma di tutto il mondo, perchè vivendo nella c.d. era della globalizzazione, certi fenomeni si ripresentano ormai, con le stesse patologie, in tutto il mondo. Alcune tematiche saranno maggiormente approfondite, e non per semplice gusto personale, ma perchè da esse ne derivano molte altre, e siccome vogliamo cercare di capire un Sistema, è necessario capire da dove esso si genera o trae forza.
Certe volte non avremo prove schiaccianti di quello che diremo, ma tanti indizi, e solo il nostro cuore o il nostro intuito potranno darci le giuste risposte.
Altre volte le prove che forniremo a supporto dielle nostre argomentazioni saranno così tante e inconfutabili che ci sembrerà assurdo che la realtà mostrata sia copletamente diversa, e solo allora cominceremo veramente a capire quale sia la forza dei massmedia.
Come la celebre porta dantesca mette in guardia coloro che intendono oltrepassarla su ciò che li attende, io voglio mettere in guardia coloro che si avvicineranno a queste nere pagine, affinchè sappiano che la ricerca della verità, e il percorso di avvicinamento ad essa, è profondamente doloroso: il rischio è tutto il cinismo che si porta dietro il peso della cruda realtà, anche se rimarrà sempre uno spiraglio di luce, una seppur minima speranza di un modo diverso e soprattutto migliore.